Le stanze da 1 a 5

Oggi inizia il viaggio alla scoperta delle 25 stanze più influenti della storia d’occidente. 25 stanze che hanno cambiato il nostro modo di percepire gli spazi e di guardare all’arredo, al decor e allo stile. Una scoperta che ci condurrà in linea temporale alla scoperta di queste opere d’arte.

Se vi siete persi la prima puntata, potete scoprire tutto sulla giuria che ha stilato questa lista e come hanno scelto le stanze nell’articolo dedicato.

Stonehenge a Wiltshire, Inghilterra (circa 1600 A.C., architetti ignoti)

Stonehenge
Stonehenge a Wiltshire, Inghilterra, foto del 2016. Credit PA Images/Alamy

I costruttori neolitici impiegarono quasi 1.500 anni per completare Stonehenge, le 100 enormi pietre verticali nella pianura di Salisbury, nel sud dell’Inghilterra. Non è ancora chiaro se il sito sia stato un luogo di sepoltura o di pellegrinaggio, perché le pietre sono disposte in modo da incorniciare l’alba durante il solstizio d’estate e il tramonto durante il solstizio d’inverno.

La struttura è senza dubbio sorprendente: i tre pilastri centrali di arenaria sono originari di cave locali, ma è difficile capire come una civiltà senza ruota possa aver trasportato l’anello interno di pietre blu, alcune del peso di quattro tonnellate, originarie del Galles.

La tradizione fa risalire il sito ai sommi sacerdoti celti, chiamati druidi, e al mago arturiano Merlino. Gli archeologici in realtà concordano sul fatto che il sito sia stato costruito da diverse tribù indigene in più riprese, nel corso di centinaia di anni. Ogni cultura ha perfezionato il sito, creando una camera a cielo aperto, che si pone come modello indelebile per la recinzione, spazio e monumentalità ambiziosa.

Il gruppo di esperti si è trovato a discutere sull’ammissione o no di Stonehenge per l’assenza di soffitto. L’architetto Toshiko Mori ha definito Stonehenge come “un reconto umano, con riferimenti al mondo esterno alla terra. Quindi, il soffitto in questo caso è il cielo. Penso che sia la bellezza, che esiste davvero tra terra e cielo.”

Il Pantheon a Rome (125 D.C.; architetti ignoti)

Pantheon Roma
Giovanni Paolo Panini’s “Interior of the Pantheon, Rome” (circa 1734).Credit Samuel H. Kress Collection/The National Gallery of Art, Washington, D.C. 5

Il Pantheon romano non è solo l’edificio classico meglio conservato del mondo, ma è anche probabilmente il primo in cui l’interno, non l’esterno è al centro: fu un precursore dell’elaborata decorazione degli spazi pubblici nei secoli successivi, nonché un modello di perfetto equilibrio.

Il portico del Pantheon è realizzato in stile classico greco che contrasta con la vista che si apre una volta entrati nella parte circolare dell’edificio. Qui si esprime a pieno l’arte romana con i motivi e le ossessioni matematiche. La cupola misura 43.30 metri di diametro e la metà in altezza: si tratta di un semisfera perfetta. È indubbio che il Pantheon abbia influenzato i posteri sia dal punto di vista architettonico che decorativo. La biblioteca di Thomas Jefferson del 1826 all’università della Virginia è un dei suo tanti omaggi.

Stanze per la cerimonia del tè Shokin-tei a Kyoto (ca inizio 17° secolo; architetti ignoti)

Stanza del té Kyoto
L’interno del padiglione Shokin-tei presso la villa Katsura Imperial a Kyoto, fotografata nel 2008.Credit Alex Ramsay/Alamy Stock Photo

La Villa Imperiale Katsura vicino a Kyoto, costruita all’inizio del XVII secolo, ha profondamente influenzato architetti come Frank Lloyd Wright e Le Corbusier, che hanno trascorso entrambi un periodo in Giappone. E con una buona ragione: la proprietà di 16 acri, con molti e splendidi giardini, è una chiara espressione di come l’influenza aggraziata del Buddismo Zen sia intrecciata con la cultura e il design giapponese. Ci sono diverse stanze del tè indipendenti sulla proprietà, tutte realizzate per amplificare un senso di purezza, riverenza e isolamento (ognuno celebra una stagione diversa e consente ai giardini di essere visti da varie angolazioni), ma Shokin-tei, l’omaggio all’inverno, è quello che si distingue per la sua inaspettata modernità. Con un tetto di paglia a tre lati che si affacciano sul grande stagno della proprietà, è sorprendente per la carta a scacchi bianca e blu che copre un’alcova centrale e porte scorrevoli. La loggia è sostenuta da tre tronchi di quercia, lasciati naturali con la loro corteccia intatta. Rustico e audace, la casa da tè è piacevolmente geometrica, un segno distintivo dell’architettura tradizionale giapponese.

Georges Homes Parlors (1714-1830 circa; vari architetti)

Salotti georgiani
La stanza della musica a Henrietta Street 12 a Dublin, fotografata nel 2018.Credit Simon Watson

Naturalmente non esiste una stanza perfetta, ma il salotto della tipica casa georgiana, ossia costruita in tutta Londra ed Edimburgo durante i regni da re Giorgio I fino a re Giorgio IV, potrebbe avvicinarsi. Le stanze sono grandi modelli di proporzione. Solitamente quadrata, con soffitti alti 5 metri, la simmetria dei salotti era basata sull’architettura classica di Roma e della Grecia, filtrata attraverso le lenti del Rinascimento ma ridotta per ospitare una sola famiglia. A differenza dell’inizio del neogotico o della fine del periodo vittoriano, entrambi caratterizzati dall’abbondanza di ornamenti, lo stile georgiano è caratterizzato dalla parsimonia, che lo rende tutt’ora moderno. Le finestre, posizionate con precisione matematica, erano grandi e spesso chiuse per permette agli ospiti di sorseggiare il tè pomeridiano al crepuscolo.

Sala di lettura di Pierre-François-Henri Labrouste alla Biblioteca Sainte-Geneviève di Parigi (1851)

Sala lettura saint genevre

La Biblioteca di Sainte-Geneviève ha origini risalenti alla raccolta di manoscritti del VI secolo dell’Abbazia di Sainte-Geneviève, sebbene la sua imponente sala di lettura sia stata costruita in 13 anni, a partire dal 1838, dall’architetto Pierre-François-Henri Labrouste. La struttura a due piani di quasi 1.900 metri quadrati è caratterizzata da archi in ghisa a vista, sospesi su colonne di ferro, che sembrano paracadute che fluttuano sopra una gigantesca arena classica. La sala, che ora fa parte del sistema universitario di Parigi, è uno dei migliori interni neoclassici in Europa, ed ha influenzato la rinascita gotica e lo spirito innovativo dell’architetto Louis Sullivan, che fu pioniera dell’uso del ferro e del cemento armato nel grattacielo di Chicago.

Eccoci giunti alla fine della prima puntata di questa fantastica avventura. Siamo giunti al 1851, riprenderemo da qui settimana prossima con la presentazione delle prossime 5 stanze.

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