Le 25 stanze più influenti

Oggi voglio parlarvi di una bizzarra iniziativa del Magazine New York Times che ha raccontato con un lungo articolo. Il giornale americano ha deciso di riunire tre designer, due giornalisti e un fotografo d’interni per stilare una lista degli spazi più significativi che hanno fatto la storia. I cinque esperti sono stati quindi chiamati a dichiarare le 25 stanze più influenti di tutta la storia.

Oggi vi proponiamo una presentazione del processo e nelle prossime settimane vi accompagneremo nella scoperta di queste 25 fantastiche stanze.

Il concetto di stanza influente

La giuria di sei persone, riunita in un pomeriggio di ottobre al New York Times era composta da Tom Delavan designer d’interni e direttore di T Magazine, Gabriel Hendifar, direttore creativo dello studio di design e illuminazione Apparatus di Manhattan, l’architetto Toshiko Mori; l’architetto e designer Daniel Romualdez e il fotografo d’interni Simon Watson. L’obiettivo che è stato loro dato era quello di discutere sulle stanze più influenti di tutti i tempi. Ma cosa si intende per “influenti”?

Giuria di 5 esperti per decretare le 25 stanze più  influenti

Il concetto di spazio influente è stato interpretato nel senso più ampio possibile. La giuria ha quindi provato ad identificare gli spazi che non hanno solo cambiato il nostro modo di vivere, ma che hanno anche cambiato il nostro modo di vedere gli spazi (quindi uno spazio piacevole, provocatorio o completamente nuovo per l’epoca); gli spazi che non solo hanno influenzato gli esperti di designer, ma che hanno anche sfidato come noi tutti, come uomini, pensiamo alla bellezza, alla stranezza, all’originalità, al decor, alle proporzioni, all’arredamento, all’arte e alle multiple connessioni tra di essi, per definire una stanza memorabile. In sostanza si tratta di una stanza che, su tutte, offre un nuovo tipo di lessico visivo. Queste sono stanze, in altre parole, che hanno influenzato ed ispirato interior designer nel corso delle decadi, modificando come la nostra mente identifica e valuta uno spazio, qualsiasi spazio esso sia.

Il processo di scelta

Nessuno si aspettava l’unanimità; se il gusto e il senso della bellezza sono soggettivi, allora i disaccordi nella giuria erano inevitabili. È quindi stato chiesto ad ogni esperto di nominare dalle 10 alle 15 stanze preferite nel corso della storia, che il gruppo avrebbe poi trasformato in una lista di 25. Le sovrapposizioni sono state subito evidenti: quattro persone hanno scelto il salotto imponente con pareti in vetro di Pierre Chareau alla Maison de Verre, costruita a Parigi nel 1932, mentre il salotto pieno di oggetti degli anni ’60 di Cy Twombly nel suo appartamento romano, l’ascensore-ufficio di Rem Koolhaas costruito nel 1998 per un cliente disabile a Bordeaux e il salone parigino degli anni ’70 coperto da arte di Yves Saint Laurent sono stati anch’essi proposti da diversi giurati.

salotto con pareti in vetro di Pierre Chareau alla Maison de Verre

Una vivace discussione si è protratta per quasi tre ore: cos’è più importante, l’architettura o il design? Gli spazi migliori sono dettati dalle persone che ci abitano? Dai designer che li hanno creati? Il periodo che riflettono? O qualche alchimia magica di tutte queste cose? Agli spazi pubblici, come hotel e ristoranti, deve essere dato lo stesso peso che viene dato alle abitazioni private? E infine cos’è una stanza?

Che cos’è una stanza?

Questa è la domanda che ha animato la conversazione dall’inizio alla fine, dato che ogni esperto ha dato argomentazioni sia concrete che filosofiche sul bisogno umano di ritrovarsi e connettersi in spazi chiusi, a volte con l’aiuto dell’intimità creata da pareti e soffitto, altre volte no. Dalla selezione degli spazi sono stati esclusi i giardini, anche quelli con pareti. Alla fine, il campo è stato ristretto ad una definizione soddisfacente per tutti e ad una lista di circa tre dozzine di esempi di rilievo.

Anche in questo frangente non sono mancate le domande e i confronti. Sono stati selezionati troppi musei? E, a proposito, la spirale del Guggenheim di New York è più una stanza o un edificio a sé stante? Il soggiorno del designer di mobili finlandese Alvar Aalto è una rappresentazione migliore del modernismo scandinavo del Medioevo rispetto a quello del designer di mobili danese Finn Juhl? Dove sono tutti i progetti guidati da donne?

La lista finale

Alla fine, è stato raggiunto il consenso, anche se ciò non significa che l’elenco sia necessariamente finito o completo. È da sottolineare che la giuria ha preso in esame il modo in cui questi spazi hanno influenzato il loro lavoro, il modo in cui pensano al design selezionando inevitabilmente stanze in Nord America ed Europa, il che purtroppo significa che interi continenti come il Sud America e l’Africa non sono stati presi in considerazione tanto quanto sarebbe stata con un altro gruppo.

C’è una forte enfasi su progetti contemporanei, luoghi che tutti avevano visto con i propri occhi. (“Dai la colpa ai redattori”, scherza Romualdez, a cui Slesin risponde, “Ciò che è sorprendente, se dovessimo farlo domani, è quanto diverso sarebbe.”)

Quindi il risultato è una storia del design in Occidente in un giorno qualsiasi raccontata da un gruppo di persone altamente qualificate, che probabilmente avrebbero preferito trovarsi in una delle stanze selezionate.

A presto con le prossime puntate di questa affascinante storia!

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