Riscaldamento a pavimento: pro e contro

Il riscaldamento, accanto al raffreddamento, sono due voci che incidono molto sui costi delle bollette. Allora quando si è in fase di ristrutturazione o si sta scegliendo il riscaldamento per la nuova abitazione merita soffermarsi a valutare le possibili alternative, andando a conoscere pro e contro.

Infatti spesso ci si limita al classico tipo di riscaldamento: il riscaldamento con i radiatori. Seppur resta il più diffuso in Italia, non è spesso efficiente e consuma più energia rispetto ad altri sistemi tecnologicamente avanzati, come il riscaldamento a pavimento.

Conosciamo da vicino questo modo alternativo per riscaldare casa e tutti i suoi vantaggi e svantaggi, così potrete valutare se fa per voi oppure no.

Le caratteristiche del riscaldamento a pavimento

le caratteristiche del riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento non è in realtà un’invenzione recente, perché la sua nascita risale agli anni ’50. Nel passato era stato abbandonato per i problemi legati all’inadeguatezza dei materiali e ai frequenti guasti difficili da riparare. Ora grazie all’avanzamento tecnologico, sta vivendo una seconda primavera.

È un sistema di riscaldamento costituito da tubazioni che corrono sotto il pavimento in cui circola l’acqua calda. Il calore viene poi trasmesso al pavimento che per irradiamento riscalda tutta la casa in modo uniforme, dal basso verso l’alto. Il calore sarà quindi uniforme creando un comfort abitativo superiore. Non si avrà più quindi quella sensazione di forte calore accanto al termosifone o alla stufa e più fresco nel resto dell’ambiente.

Oltre al riscaldamento ad acqua può essere scelto anche quello elettrico, quindi al posto di tubature che trasportano acqua ci sarà una resistenza elettrica che corre sotto il pavimento e lo riscalda. Ovviamente in Italia, dato il costo dell’energia, non è una soluzione molto utilizzata, ma viene più spesso scelta in paesi come l’Islanda dove il costo dell’energia geotermica è particolarmente bassa.

Ad alimentare l’impianto ad acqua si possono trovare differenti soluzioni. Dalla classica caldaia a condensazione o a biomassa, fino a soluzione più ecofrindly come la pompa di calore, che se associata a pannelli fotovoltaici, permette di produrre energia green.

Il raffrescamento a pavimento

raffrescamento a pavimento

L’aspetto positivo del riscaldamento a pavimento è che può essere convertito anche in raffrescamento nella stagione estiva. Infatti al posto di introdurre acqua calda viene introdotta acqua fredda, ad una temperatura tra i 15° e i 18°, generando così un sistema che rinfresca l’aria in modo uniforme, senza le spiacevoli correnti d’aria proprie del condizionatore. Se l’impianto è collegato ad una pompa di calore avremo un sistema di climatizzazione poco impattante dal punto di vista ambientale e in grado di soddisfare le nostre esigenze sia in inverno che in estate.

Le componenti del riscaldamento a pannelli radianti

componenti del riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento è composto da differenti elementi che lo rendono altamente performante. Vediamoli nel dettaglio:

  • Pannello isolante: è un pannello in genere di polistirolo che viene posto sulla soletta e ha lo scopo di isolare la parte bassa, permettendo la diffusione del calore solo verso l’alto. La parte superiore di questi pannelli è di norma sagomata per permettere la posa delle tubazioni. Alle volte viene scelto in sughero, soprattutto se si necessita di un isolamento acustico superiore.
  • Le tubazioni sono senza dubbio l’anello debole di tutto l’impianto. Sono l’elemento su cui non vale la pena risparmiare per non avere problemi futuri di rotture. Infatti devono essere resistenti allo schiacciamento e alla corrosione e per questo spesso sono in polietilene.
  • Il massetto è uno strato di calcestruzzo che viene posto sopra alle tubature che funge da piano per la posa del pavimento e soprattutto funge da elemento riscaldante.
  • La caldaia o altro elemento che immetta l’acqua calda ad una temperatura di 30-35° gradi nel circuito.
  • Collettori: sono le valvole che fanno funzionare il riscaldamento, aprendo e chiudendo i differenti settori a seconda della richiesta dei termostati.

Ecco quali sono i componenti principali del riscaldamento a pavimento e come abbiamo visto non vale proprio la pena di risparmiare sul costo delle tubature perché sono le parti più difficili da sostituire in caso di guasti. Infatti interventi di riparazione richiedono la rimozione del pavimento o di parti di esso.

I vantaggi del riscaldamento pavimento

vantaggi riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pannelli radianti offre differenti vantaggi, tra cui:

  • Un notevole risparmio energetico, che si aggira dal 7% al 35% rispetto al riscaldamento tradizionale che si traduce ovviamente in un risparmio in bolletta. Questo soprattutto grazie alla bassa temperatura dell’acqua che circola nell’impianto. Infatti ricordiamo che in media l’acqua del riscaldamento a pavimento a 35°, mentre in quello a termosifoni a 70°.
  • La possibilità di convertire l’impianto a raffrescamento per l’estate eliminando i costi legati al condizionatore, al suo acquisto e al suo funzionamento.
  • Il calore risulta più uniforme non creando zone più calde e più fredde donando un comfort abitativo superiore.
  • L’assenza di spostamenti d’aria per il riscaldamento ad irradiamento garantisce la presenza di meno polveri, acari e muffe.
  • La possibilità di utilizzare energie rinnovabili, come i pannelli fotovoltaici. Infatti è possibile riscaldare l’acqua a 35° con sistemi di energia rinnovabile, mentre è impossibile riscaldarla a 70° soprattutto durante la stagione invernale per il riscaldamento tradizionale.
  • L’assenza di termosifoni rende più libera la fase di arredamento senza avere ingombranti elementi a cui porre attenzione.
  • Di norma questo sistema di riscaldamento necessita di minori interventi di manutenzione.

Gli svantaggi

svantaggi riscaldamento pannelli radianti

Gli svantaggi di questo sistema di riscaldamento non mancano. Ecco quali sono:

  • I costi di realizzazione sono nettamente superiori rispetto ad un impianto normale. Si aggirano infatti attorno ad un 30%-50% in più anche se sono ammortizzati in breve tempo grazie al risparmio energetico che deriva da un impianto altamente performante.
  • Qualsiasi danno alle tubazioni obbliga alla rimozione del pavimento e del massetto per la riparazione.
  • Il pavimento in parquet va posato da personale esperto che conosce tutte le caratteristica del riscaldamento per evitare che in futuri il pavimento si sollevi.
  • In fase di ristrutturazione è bene tenere conto che per far posto a questo impianto il pavimento dovrà essere sollevato di almeno 5 cm.
  • Per riscaldare un ambiente da zero ha bisogno di almeno 24 ore e poi per ottimizzarne i consumi va tenuto sempre acceso. Questo può essere negativo se necessitiamo di riscaldare un ambiente per poche ore al giorno.

Come ottimizzare l’uso del riscaldamento a pannelli radianti

come si usa il riscaldamento a pavimento

Per ottimizzare l’uso e l’efficienza del riscaldamento a pavimento va posta attenzione su alcuni comportamenti. Innanzitutto, come visto in precedenza, una volta raggiunta la temperatura ottimale, il riscaldamento va sempre lasciato acceso. Solo in questo modo si ottimizzerà la resa energetica. Collegato a questo fatto, il mio consiglio è quello di tenere una temperatura inferiore rispetto al tradizionale, perché il calore sarà costante in tutta la stanza.

Perché il calore sia uniforme però è bene evitare di posizionare grandi tappeti o mobili particolarmente ingombranti perché andranno a schermare il calore minando l’efficienza dell’intero impianto.

Infine per rendere l’impianto veramente ecofrindly, come visto anche in precedenza, è bene associarlo ad una pompa di calore aria-acqua alimentata dai pannelli fotovoltaici. Per riscaldare l’acqua calda può invece essere predisposto un impianto solare termico.

Costo riscaldamento a pavimento

costo riscaldamento a pavimento

Abbiamo visto nei contro di questo sistema di riscaldamento che i costi di realizzazione sono superiori rispetto ad un sistema tradizionale. Il costo al mq si aggira dai 50 € ai 75 € al metro quadro. Ho fatto alcuni veloci calcoli per voi:

  • Costo riscaldamento a pavimento casa 100 mq: dai € 5.000 ai € 7.500;
  • Costo casa di 120 mq: dai € 6.000 ai € 9.000
  • Costo casa di 150 mq: dai € 7.500 ai € 11.250
  • Costo casa di 200 mq: dai € 10.000 ai € 15.000

FAQ riscaldamento a pannelli radianti

Ora vi lascio ad alcune domande frequenti sull’argomento.

Quanto costa riscaldamento a pavimento per 100 mq?

Il costo per realizzare un riscaldamento a pavimento per una casa di 100 mq va dai 5.000 € ai 7.500 € a seconda dei materiali scelti.

Quanto conviene il riscaldamento a pavimento?

quanto conviene il riscaldamento a pavimento

Installare un impianto a irradiazione è conveniente e permette di avere un risparmio in bolletta che va dal 7% al 35% rispetto ai riscaldamenti tradizionali, in base a recenti studi.

Quanto tempo ci mette a scaldare il riscaldamento a pavimento?

Quanto tempo ci mette a scaldare il riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento ha bisogno di più tempo rispetto ai riscaldamenti tradizionali a portare a temperatura l’abitazione. In genere impiega 24 ore per diffondere il calore giusto in tutti gli ambienti.

Come si usa il riscaldamento a pavimento?

come si usa il riscaldamento a pavimento

Per ottimizzare l’uso di questo tipo di riscaldamento si consiglia di tenerlo sempre acceso, preferibilmente ad una temperatura inferiore rispetto al normale.

Quanti gradi riscaldamento a pavimento?

come ottimizzare l'uso del riscaldamento a pavimento

L’acqua che circola nelle tubazioni arriva ad un massimo di 35 gradi, contro i 70 gradi del riscaldamento a radiatori tradizionale.

Se vi restano altri dubbi o domande non esitate a contattarmi.

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